Digressione

La lingua dei Ricordi

Ricordi di zia Maria
NdR

Sin da quando ero bambina sono sempre stata molto affascinata dalle parole, dalla loro origine, dal loro comportamento. Da grande, poi, mi sono dedicata con passione allo studio delle lingue straniere, che mi ha aiutata a conoscere meglio l’italiano ma anche il napoletano, la mia “lingua madre”, essendo la mia “lingua padre” il veneto, che però non ho mai praticato pur essendo nata e cresciuta a Vicenza… ma questa è un’altra storia. Read more

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Citazione

La bicicletta

I Ricordi di zia Maria
capitolo 19

Venivano a giocare con noi altre ragazze vicine, mi ricordo che ci cambiavamo la fetta di pane, io ci davo un pane più nero che lo faceva mia madre e lei mi dava la fetta di pane bianco che si vendeva. Il padre di lei lavorava nella stazione del treno che sta a Piedimonte, quindi era più benestante. Mi ricordo davanti alla mia casa ci stava un gratino, lei metteva un lembo della sua gonna, con una pietra ci faceva dei buchi e diceva: «Così la mamma mi combra l’altra.» Io restavo meravigliata. Read more

Citazione

Ricordi della mia infanzia

I Ricordi di zia Maria
capitolo 14

La mia fangiullezza, scrivendo più o meno le cose che mi sono restate più imbresse. Read more

Citazione

La visita

I Ricordi di zia Maria
capitolo 9

Dopo aver spiecato tutto questo ritorno a dire da questo tembo che passò tutto questo intanto io tenevo i miei cingue figli e mia figlia ne teneva due. In quel tembo, era 1968, tanto con precisione non mi ricordo, il mio ultimo figlio ci aveva quasi tre anni e la mia nipote, la seconta, ce ne aveva un poco più di due. In quei tembi si poteva venire in Italia col viaggio che si poteva pagare un poco al mese, così mi entusiasmai a venire a visitare la mia famiglia, mia madre e i miei sorelle e fratelli, questo dopo diciotto anni di lontananza. Mio padre già non l’avevo più, l’ultima volta fu quando mi salutò che me ne partivo per l’America. Mi dovevo fare il passaporto, feci tutto e partii per l’Italia col mio bambino più piccolo in aereo non tanto grande. In quei tembi si viaggiava così, sul’aereo. In Brasile salì un uomo di colore. Il mio bambino, che per la prima volta vedeva un uomo così, ci si metteva davanti e lo guardava, così il necro se lo prese in braccio. Si adormentò nelle sue braccia. Read more