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Il matrimonio

I Ricordi di zia Maria
capitolo 25

Ora parlo un poco delle feste di quando si fanno i matrimoni. Prima cosa, quasi tutte le coppie stanno fitanzati a tembo indeterminato perché si vedono sembre, stanno comodi. Così poi dopo anni di fitanzamento molte coppie si decidono a sposarsi, devono tenere tutto nella casa che vanno a vivere, le comodità che servono. Read more

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Il fidanzamento

I Ricordi di zia Maria
capitolo 24

Continuo coi miei ricordi. Io vivevo la mia vita da giovane senza cose di rilievo, ci avevo già i miei 19 anni, di fitanzati non ne volevo sapere, qualche giovanotto mi fermava, camminavo per la mia strada senza tanto ascoltarli, ero un poco strana, mi bastava stare bene con la mia famiglia. Mi piaceva fantasticare, ero contenta, aiutavo in casa, mi facevo le mie cantate durante il giorno, mi piacevano gli animali e la natura. Ero contenta così, mi bastava poco per accontentarmi. Intanto nel mio fantasticare ci mettevo pure, tra me penzavo abitando così stramanata, chi è il ragazzo che viene fin quà su per vedermi e stare con me? Era molto sacrificato, ero sicura di restare zitella, ma non me ne facevo problemi, la mia vita trascorreva tranguilla. Read more

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I miei genitori

I Ricordi di zia Maria
capitolo 23

Parlo un poco come erano i miei genitori. Mio padre un uomo tranguillo faceva tutte le cose con calma, a suoi figli non li scridava quasi mai, c’era mia madre che lo faceva per lui, bastava, mentre mia madre era abbastanza nervosa, sarà che quando era ragazza aveva tenuto un fitanzato prima di mio padre, suo vicino di casa, quando andò militare prese una malattia e morì, si diceva che da allora prese un poco di esaurimento che l’accombagnò per tutta la sua vita. Era una bella ragazza, non passò inosservata a mio padre che pochi mesi dopo che gli era morto il primo fitanzato mio padre se ne innamorò e in pochi mesi si sposarono, formando la sua famiglia. A quei tembi la famiglia era d’obblico e continuava per tutta la vita, non esistevano divorzi. Read more

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I tedeschi e gli americani

I Ricordi di zia Maria
capitolo 22

Torno a parlare della mia vita da giovine ricordandomi cose del passato lontano. C’era la guerra, io con la mia famiglia stavamo ad abitare su questa specie di piccolo castello, stavamo un poco più sicuri, era un poco lontano dal centro abitato. Della guerra si sapeva poco, notizie non ce n’erano, per noi senza giornali e senza radio. Read more

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L’età dell’adolescenza

I Ricordi di zia Maria
capitolo 21

L’età dell’adolescenza ci sono più cose e ricordi. I miei giorni li passavo facendo diversi lavoretti per la casa, ero la più grande delle 3 femmine, lavare, pulire (a quei tembi non c’era tanto da pulire, quel poco che si faceva), lavorare fuori quando c’era da fare, per esembio pulire sotto gli alberi delle ulive, quando era il tembo che si raccoglievano si prendevano per terra, doveva stare pulito. Le piante ben coltivate, quello lo faceva mio padre. Read more

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Il castello sopra a una collina

I Ricordi di zia Maria
capitolo 20

Parlando sembre di quella epoca passata, continuo con i miei ricordi. Alla nostra casa non tenevamo acqua, si doveva andare a prenderla a una masseria più sotto della nostra, a prenderla per bere, per fare da mangiare e per lavarci la faccia, perché c’era il pozzo. Si faceva un buco di diversi metri e si ingontrava acqua. Chi aveva la possibiltà di fare questo pozzo ci aveva acqua e stando d’accordo con i vicini chi questo pozzo non ce lo aveva se l’andava a prendere dal vicino con dei recipienti di terra cotta, si chiamava langella, si metteva in cucina su un pezzo di legno ricavato da un tronco di un albero e quando serviva l’acqua si prendeva in questo recipiente. Diverse volte al giorno si andava a prendere acqua, la famiglia era grande ce ne voleva abbastanza. Read more

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La bicicletta

I Ricordi di zia Maria
capitolo 19

Venivano a giocare con noi altre ragazze vicine, mi ricordo che ci cambiavamo la fetta di pane, io ci davo un pane più nero che lo faceva mia madre e lei mi dava la fetta di pane bianco che si vendeva. Il padre di lei lavorava nella stazione del treno che sta a Piedimonte, quindi era più benestante. Mi ricordo davanti alla mia casa ci stava un gratino, lei metteva un lembo della sua gonna, con una pietra ci faceva dei buchi e diceva: «Così la mamma mi combra l’altra.» Io restavo meravigliata. Read more

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Tempi difficili

I Ricordi di zia Maria
capitolo 18

Mi ricordo non c’era tanto lavoro, mio patre lavorava poche giornate all’anno, quei pochi soldi che riusciva a guadagnare mia mamma li conservava. Erano i tembi delle cento lire grandi come un fazzolettino con colori bellissimi. La mia mamma diceva: «Questi si devono conservare per le cose più imbortanti, non si deve mai restare senza.» Read more

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Il Ventennio

I Ricordi di zia Maria
capitolo 17

Nel tembo del fascismo il Duce mise la legge che chi teneva sette figli non pagava tasse e gli dava qualche aiuto. Noi eravamo sei, non tenevamo questa fortuna, allora i miei genitori ne volevano fare un altro. La mia mamma lo stava aspettando però successe che con una paura lo perse. Dovette dar conto alla legge come era sucesso. Quando comandava Mussolini succedeva questo, se una abbortiva si doveva andare a dichiarare l’abborto come era avvenuto. Se si faceva come si fa adesso c’era pure il carcere perché Mussolini voleva molti figli. Io a quel tempo ci avevo sei o sette anni, mi ricordo la faccia di mia madre di paura. Così restammo sei figli, niente risparmio sulle tasse. Read more

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Le mie vacanze di fangiulla

I Ricordi di zia Maria
capitolo 16

D’inverno andavo a scuola, al ritorno a casa molte volte mi aspettavano le caprette, le dovevo portare a pascolare. Le volte che mio padre stava imbegnato con qualche altro lavoro, mi toccava a me. La sera mi facevo i combiti. Read more